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Altalena Fanzine. Intervista alla “East Bay Area” italiana delle fanzine

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Libricini pop up, circumnvigazioni nello sterminato mondo delle possibilità del cartaceo, colori che non trascurano l’invincibilità parietale del bianco e nero. Grafica e disegni,  una matrice punk che segna la sua identità nella creatività e nel rivendicare il do it yourself, consapevolezze contemporanee per rendere suggestioni old school. tatto e sensorialità di elementi in rilievo, giochi ottici, gadget limited edition e contenuti curati.

Vi presentiamo il progetto Altalenza Fanzine, una fucina di quattro elementi, donne, che sono riuscite, non solo a salire e scendere, senza esclusione di colpi, ognuna delle loro differenti personalità, da questa giostra espressiva,ma a creare una realtà, attualmente presente e distribuita, in ambiti trasversali, che bazzicano tra illustrazione, grafica, musica, tipizzazione vulcanica e iconica di attualità e  varie amaenità eventuali. Una fanzina nella fanzina, che apre lo spazio non solo alla loro creatività, ma che ospita anche altre personalità, che le ragazze si interessano di cercare, scegliere e con cura ed empatia, inserire nei loro progetti. Altalena Fanzine ci ha entusiasmate per la trasversalità tutta al femminile, che quattro tipette di stanza a Bologna, sono state in grado di cucire. Altalena Fanzine è una voce colorata, che nutre l’originalità, è anche lavoro di cesello e di selezione, di inventiva ed organizzazione, che non può non affondare le radici ispirative nelle vite delle sue creatrici.

Dunque, tutti gli elementi per desiderare di entrare in contatto con le loro produzioni e voler approfondire la conoscenza, c’erano e qui di seguito la nostra chiacchierata nel loro “luna park” creativo.

1– Come nasce Altalena Fanzine? Tra quali fortunate oscillazioni di congiunzioni astrali viene pensata e generata?

-Ci piace sempre pensare che Altalena sia stata partorita dalla nostra frustrazione creativa.

Tre su quattro di noi lavoravano insieme come cameriere alla storica Osteria dell’Orsa di Bologna, e nonostante l’ambiente “pro-freaks” intorno a noi fosse molto stimolante, quello che ci mancava era una valvola di sfogo, un angolino tutto nostro dove farci sentire e dove poter supportare e diffondere anche i lavori dei nostri amici che suonano, illustrano, tatuano ecc…

All’inizio ci sono solo Giulia, che si occupa della grafica, e Stefania, che pensa ai contenuti e a procacciare talenti da intervistare.

Dopo una serie di mesi dove Camilla e Roberta sono costantemente presenti a tutti i banchetti, danno consigli e pagine da pubblicare, vengono ufficialmente inserite nel team! Yuppie!

 

2- Quali sono i vostri percorsi di provenienza e background? Se non sbaglio dalle informazioni acquisite navigando, siete tutte donne giusto? Come e su cosa influisce ciò, in bene ed in male si intende.

-Dunque, Giulia e Camilla sono attualmente iscritte all’Accademia di Belle Arti di Bologna, Giulia studia fashion design e Camilla segue il corso di decorazione ed è l’addetta ufficiale ai collage, che esegue tutti a mano.

Roberta é la frikkettona del gruppo: é una cantante e amante dello spettacolo, é laureata in filosofia e da poco un’aspirante massaggiatrice.

Stefania ha frequentato Lingue e Letterature straniere, ma si perde poi in lavoro, concerti e viaggi.

L’essere tutte donne è solamente un caso, dipende dal fatto che siamo tutte colleghe e/o coinquiline e che abbiamo molte cose in comune, a partire dal nostro stile di vita e dal nostro modo di pensare, fino a concerti, mostre, libri e vestitini carini 🙂

Questo fa si che tra di noi si crei un legame empatico e di supporto reciproco molto forte, e l’unico aspetto negativo é proprio questa stessa sensibilità che viene urtata ogni volta che qualcuna di noi… ha la luna storta diciamo.

3- Perché oggi creare un progetto cartaceo? Una nuova “rivelazione” che risiede nella sempre rivoluzionaria materia prima della carta, o il frutto di una riflessione che, io personalmente, non trovo nostalgica, ma mi appare sempre ben radicata in una qualità unica di veicolare contenuti?

-Prima di tutto, nessuna di noi è questa grande cima con la tecnologia, né tantomeno una fan di essa.

Anche solo per pubblicare Instagram Stories ai grandi eventi dobbiamo costringerci a vicenda!

Altalena Fanzine è interamente realizzata a suon di scanner ed Illustrator, e vi assicuro che se potessimo usare soltanto Paint l’avremmo già fatto.

Oltre tutto alla base della scelta cartacea c’è anche una nostra personale propensione all’accumulazione seriale, ci piace collezionare, toccare, sfogliare e mettere in mostra i nostri oggetti nelle nostre camere da teenager come ogni 90’s kids che si rispetti.

4- Dare rilievo oggi all’illustrazione non può slegarsi e svincolarsi dalla grafica, dall’arte digitale, dallo storytelling e tutto ciò che predilige contenuti visivi ad alto impatto concettuale. Eppure trovo che la vostra fanzine riesca a mantenere e conciliare perfettamente, velleità contemporanee visive, e un concetto sempre immediato e semplice di comunicazione. Un mix bilanciato tra fruibile e di nicchia, tra intuizione e freschezza.

-Wow, grazie! E’ esattamente quello che abbiamo sempre sperato di trasmettere!

Si, abbiamo specificato più volte che Altalena, a differenza delle altre realtà di fanzine odierne, non si occupa solo di musica o solo di illustrazione ma piuttosto vuole essere una piccola rivista volta a promuovere ogni tipo di espressione artistica.

5- “Sfogliando” le foto sui vostri social, viene in mente immediatamente  ad un occhio avvezzo, un rapporto continuativo con un certo genere di produzioni cartacee anni ’90. Quale il vostro rapporto con il mondo delle fanzine punk, del diy, legate a dimensioni musicali?

-Siamo tutte concordi sull’attitudine punk, perché é quella più diretta e sincera: il nostro obiettivo non é mai lucrare ma sempre dare sostegno alle nostre band preferite e divertirsi.

Stefania qui è la collezionatrice e scovatrice compulsiva, quest’anno si è anche fatta spedire dall’America le fotocopie delle fanzine di Kathleen Hannah delle Bikini Kill!

Non la smette più di comprare libri sulla storia del punk, sulla storia delle fanzine della East Bay Area, sulla storia di groupies, sulla storia delle band, sulla storia delle donne nelle band, sulla storia dei cavolo di flyer del tempo e dei booklet negli album. Non se ne può più, siamo informate si.

Roberta invece è quella che ha vissuto di piú in realtà anarchiche e/o autogestite come ad esempio il Laboratorio l’Isola, nel quale sono stati organizzati workshop, spettacoli, eventi culturali, concerti e djset.

Semplicemente l’Isola é un magico posto dove le persone si sentono libere anche solo di creare forni d’argilla per le pizze o frullati ricavati pedalando una bicicletta. 

6- A tal proposito, vi va di raccontarci qualcosa in più sulla special edition di Altalena, realizzata per l’ultimo EP dei Laser Geyser?

-Certo! In primo luogo il bassista dei Laser Geyser è “Robbi dei Forty Winks”, con cui abbiamo sia legami di cuore che lavorativi all’interno della crew.

È stato proprio lui a chiederci di partecipare col nostro banchetto al release party di “Sons of lighting”, e noi abbiamo pensato di contraccambiare il favore realizzando un’edizione speciale dedicata a loro e alle Altre di B, un’altra band bolognese che apriva il concerto.

Nella wishlist di Altalena c’era da tempo l’idea di dare vita ad una fanzine in bianco e nero fatta solo di ritagli incollati e fotocopiati come veniva fatto una volta.

Di questo se ne è occupata Camilla attingendo alle sue scorte personali di riviste, volantini e carta varia. Mentre Roberta si è dedicata alle biografie dei gruppi e all’intervista doppia all’interno del numero.

7- Altalena fanzine, è molto di più che una semplice raccolta di summe visive su supporto cartaceo amatissimo. Quali altri contenuti oscillano sulla vostra altalena e nel vostro luna park?

-Quando Stefania e Giulia si sono ritrovate al No Glucose Festival per il loro primo banchetto non volevano di certo arrivare impreparate e con una sola copia del primo numero esposta, così nasce la prima special edition di Altalena, “GIG GAGS”, dedicata al tema dei “concerti”.

Per di più Giulia realizza a mano tutta una serie di accessori come spille, bottoni e adesivi per ravvivare ancora di più la nostra tovaglia a quadretti azzurri e bianchi.

Solo di recente abbiamo cominciato a stampare alcune cartoline usando foto di Stefania e Camilla, grandi sostenitrici delle macchinette usa e getta che usano puntualmente per testimoniare le trasferte.

Al di là dell’aspetto grafico della fanzine siamo solite chiedere ai nostri amici racconti e poesie inerenti al tema del numero, intervistare le loro band o ancora recensire locali, che siano bar, ristoranti o festival di musica.

Anche Stefania infine, cura spesso una rubrica chiamata “stream of regazness” dove riporta esperienze e pensieri annotati in anni di Moleskine.

8- Considerata quindi, l’eterogeneità dei contenuti e temi trattati, come nasce allora, un numero tipo di Altalena Fanzine?

-È una domanda che in tutta sincerità ci fa un po’ ridere perché vorremmo saperlo tanto anche noi.

Il primo problema è riuscire a vedersi tutte e quattro insieme, una volta risolto questo, cominciamo a decidere il tema, e a seguire playlist, illustrazioni, foto, racconti, recensioni ed interviste.

Gli ultimi step sono aspettare che Giulia metta tutto insieme in forma grafica e affrontare le numerose prove di stampa e correzioni ortografiche.

9- la vostra fanzine è stata “convogliata” all’interno della magica box di Hoppipolla, siete state presenti a festival di illustrazione e di editoria indipendente come Ratatà, Olè festival etc. Qual è il tessuto connettivo, o forse farei meglio a chiedere com’è, per le realtà editoriali indipendenti su suolo italiano?

-Entrando in questo universo ancora semi-sconosciuto ai più, ci siamo rese conto che i più interessati al contesto indipendente sono quasi sempre gli altri artisti invitati.

Grazie a tutte le occasioni che ci hanno permesso di emergere come realtá indipendente sono nati nuovi rapporti, collaborazioni e amicizie preziosissimi per il confronto e per le informazioni sugli eventi in circolazione.

 

10- Prima di arrivare alla nostra consueta tripletta di domande nonsense, che ai fini della nostra conoscenza  si rivela ancora più utile ed interessante, segnalateci qualcuno che crediate merita di essere seguito.

Ovviamente molti di questi compaiono all’interno dei nostri numeri, apparte loro consigliamo alcuni dei nostri compagni di banchetto: Martina “iwryn” con i suoi ricami, Cassandra di Tutte Collective, Giulia Cellino in arte Ritardo, Makkinoso di Nervi Cani e i ragazzi dell’Ufficio Misteri.

Ora ecco la tripletta:

1) Se fossi un elemento della natura, una sua componente, ad esempio: lampo o tuono? Luce o suono?

-Ma ci avete viste? Arcobaleno!

2) Se fossi un supereroe saresti?

-Le superchicche.

3) Cosa farai appena finito di rispondere a questa intervista?

-Ora ci tocca pensare al prossimo numero di Altalena!

* spoiler *

Il tema é “nero”!

 

Noi vi invitaiamo a seguire queste strepitose ragazze sui loro principali canali social, basta cliccare qui : Facebook Instagram

Foto courtesy Altalena Fanzine