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Horror Fanzine, a tu per tu, con il nero. Intervista a Sergio Caruso e Cristiano Baricelli

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Horror fanzine

Abbandonate banali aspettative di rivisitazione cinematografica, secondo un linguaggio visivo.

Pensate ad un duo che banchetta con penne a sfera tra pece e sprazzi di bianco, per squarciare la maestosità del buio.

Mettete a dialogare creatività, talento e la frontiera dell’illustrazione contemporanea, avviluppata però, da un guizzo di orginale distacco dalla grafica standard o dagli artwork digitalizziti. Manodopera reale, segno autografo su carta, ideazione.

La sapienza disinvolta eppure non così comune, assolutamente non spocchiosa e nemmeno priva di tecnica, impugna la penna a sfera e crea un mondo parallelo, andando a posarsi sul cartaceo e creando una fanzine, recante la nomenclatura Horror.

Cristiano Baricelli e Sergio Caruso sono l’anima “nera” che ha animato il progetto che siamo andate a conoscere.

Due penne differenti, un dialogo immaginifico ai limiti della neritudine più maestosa, due illustratori che segnano la differenza nel panorama odierno, per la loro vena originalissima e personale.

1)  domanda di rito chiaramente: come vi siete conosciuti e cosa vi ha portato a pensare e poi a creare Horror fanzine?

Sergio: Ci siamo conosciuti circa 5/6 anni fa, stavo preparando insieme ai miei soci un nuovo numero di Nurant una rivista autoprodotta dedicata all’illustrazione, e cercando sui social ho trovato dei disegni di Cristiano. E ne sono rimasto affascinato per tecnica, stile e tematiche, poi ci siamo anche incontrati e siamo diventati amici, da allora abbiamo preparato insieme molte cose.. fino a Horror. L’idea è semplice ma si è rivelata funzionale.
I film dell’orrore di oggi puntano su elementi molto diversi da quelli con cui siamo cresciuti, e la passione per questa cinematografia unisce me e cristiano. Unito alla voglia di collaborare ancora insieme ne è nato questo “tributo” per i classici del cinema horror.
Cristiano: Ho partecipato al magazine  di illustrazione Nurant gestito ai tempi da Sergio e da altri sui colleghi,da li siamo diventati amici e abbiamo cominciato a collaborare assieme. Riguardo a Horror l idea è nata per caso,a forza di scambiarci pareri e condividere film di questo genere.

2) perché esattamente, la scelta di ripensare visivamente, come un corto circuito visivo, la cinematografia horror? Come è nata la selezione dei titoli?

S: Come ho introdotto nella domanda precedente volevamo raccontare, far ricordare e sottolineare la differenza tra cinema horror classico e quello di oggi. Riguardare quei film oggi, quasi non fa più paura e in certi casi fanno sorridere. “La Casa” ha dei grandissimi momenti comici solo per fare un esempio. Forse erano più naif, ma sono i film che hanno tormentato i nostri sogni da piccoli e che volevamo condividere a nostro modo. La lista è proprio nata dalla nostra passione e dai nostri film preferiti, lasciandoci la libertà personale di scegliere e aggiungere quelli che preferivamo partendo da una lista comune.

C: come dicevo prima, ad entrambi il genere horror è sempre piaciuto,e l’omaggio ci sembrava una roba divertente da fare e da stampare.Abbiamo scelto titoli di film con i quali siamo cresciuti da ragazzini roba intorno agli anni ’80 e ’90.Tranne uno che ho fatto io,che è molto più recente “The Human Centipede” che consiglio vivamente.

3) la scelta di un cartaceo oggi è riemersa affiorando tra le acque attraversate dalle diverse correnti, recanti digitalizzazioni di segni manuali, o, a mio dire, digitalizzazione anche troppo sfrenate. Quale che sia il segno scelto o utilizzato, la carta e la stampa su di essa come motore di diffusione, rivendica una franchezza ed una genuinita’ che se la gioca con la durata del tempo. Tuttavia rimane una scelta anche un po’ azzardata, considerato il mondo di “consumi” che anche la società degli amanti del visivo, ha ormai preso e la frenetica rivoluzione dello scrolling su smartphone. Come vi rapportate voi a questo tipo di discorso?

C: Per  me l’oggetto da toccare,annusare,e da consumare,ha sempre un grande fascino.E poi il digitale lo uso pochissimo,e nel caso uso programmi basici e idioti che mi fanno “smadonnare” il meno possibile,ho poca pazienza con la tecnologia in generale.

S: Personalmente non disdegno alcun tipo di medium, cartaceo, digitale o qualsiasi altro. È però un fatto certo che i nostri lavori su carta sono molto belli da vedere e sfogliare. Nel caso specifico, la fanzine nasce come sottoprodotto di un futuro libro a colori che vorremmo fare, per la necessità di trovare un mezzo per comunicare, diffondere e catalogare il lavoro fatto.
4) Quali altri progetti, attualmente, avete all’attivo?

C: Sto lavorando ad altri tre  progetti,e anche questi usciranno su un supporto cartaceo.Per il resto,fuori dai vari progetti sto creando delle piccole sculture,e poi ho valanghe di disegni che archivio con cura e dedizione.
S:è un lungo elenco.. ho una nuova animazione in lavorazione che si prende molto tempo, poi ho ancora dei quadri e disegni in arretrato per un racconto, una idea per un meta fumetto, sulla falsa riga di quello pubblicato da “rivista verde” e dal mio blog personale di arte punk (Osel magazine). Solo alcune delle cose in cantiere.

5) Il vostro rapporto creativo non è scisso, né estraneo al mondo della musica, da quanto mi sembra di intuire da qualche ricerca fatta nella rete e seguendo i vostri canali social. Mi sbaglio?

C: Si ascolto parecchia musica,da sempre tante colonne sonore non sempre legate al genere Horror.

S: Io suono da sempre. L’ultima band in cui ho suonato risale a qualche anno fa. Ora compro piccole macchinette che producono rumori strani e cerco di imparare ad usarle. Poco tempo fa, la Inverno Records ha rilasciato un mio mini album digitale.

6) il vostro stile è comunicante, nel senso che, personalmente, trovo sia coerente ed organico nel costruire un lavoro a quattro mani, come una partitura tra bassi e archi, ottoni e percussioni, quindi con timbri adatti a costituire un impianto unitario, ma pur sempre scomponibile in due personalità distinte. Un’operazione dunque, di tutto rispetto, che la dice lunga sul vostro profilo “professionale”. Quali sono i vostri percorsi?

C:Disegno da quando ero piccolo,e non ho mai pensato di farlo diventare un lavoro un mestiere, ancora adesso disegno e mi diverto un casino,cosa non da poco.Insomma, disegnare per me è una necessità come andare a pisciare,si fa e basta.I primi fumetti letti,sono stati Geppo e Braccio di Ferro,e poi da ragazzino le riviste dell’orrore come Splatter e Mostri,e in seguito Dylan Dog.Sono sempre stato stimolato dalla visione dei film al cinema e in tv,e, ancora adesso continuo a nutrirmi di film sempre più visionari,surreali,e folli.

S:Percorsi molto confusi 😀
Penso che entrambi possiamo dire che “disegniamo sin da bambini”. Io personalmente ho attraversato tante fasi prima di arrivare alla sintesi odierna, per quello il bianco e nero. Sto ancora imparando. Ma la ricerca è chiara. È fondata sul segno e su quello che può racchiudere. Non sono interessato al bel disegno o alla verosimiglianza a tutti costi. Ma a comunicare un aspetto del soggetto in maniera materica ed energica.

7) Un gesto pittorico, quello di Sergio, abbondante e pennellato, come un affluente in piena ben organizzato da chi sta costruendo un ‘argine intorno, appuntito e rarefatto quello di Cristiano, eppure che cava dagli occhi tratti dettagliati ed espressioni antropomorfe. Questa trama ordita a quattro mani, di Horror fanzine, dà la sensazione a chi la sfogli, di totale spontaneità ed intesa artistica. Avete dei precedenti nel lavorare insieme?

C:La prima collaborazione con Sergio è stata nel 2016 per una collettiva organizzata da lui a Praga assieme ad altri cari amici artisti, malati mentali come noi.

S: Quello nostro è un incontro di stile fatto da collaborazioni che durano da molto tempo. Impatto molto forte è stata la mostra APART che abbiamo fatto a 4. Noi due con Francesca Bazzurro e Enrico Pantani. 4 personaggi molto personali e differenti che insieme hanno qualcosa di incredibile. È stato un evento di rara bellezza.

8) Negli ultimi anni molte associazioni o collettivi hanno mosso scenari per la realizzazione di festival di illustrazione, grafica, vendita di produzioni cartacee. Avete portato Horror fanzine in giro per queste realtà o siete in procinto di farlo?

S: Non abbiamo ancora “girato” con Horror. Ma è ormai imminente ( il 26 ottobre) la mini mostra con presentazione che faremo a Genova ad Agrumi Studio. Sarà una serata interessante, chiacchiereremo molto di cinema e bello sarà incontrare e parlare con le persone che verranno a trovarci.

C :La prima presentazione di Horror sarà a metà ottobre nella mia città a Genova,presso lo studio Agrumi di due illustratrici Letizia Iannaccone e Francesca Costa,e come relatore della serata Enrico Macchiavello illustratore genovese.

9) Quale secondo voi lo spazio che si sta ricavando l’illustrazione di oggi nel panorama editoriale?

S: Penso che sia un processo ormai in corso da circa 5 anni, l’illustrazione è ormai ben considerata e molto sfruttata in ambito editoriale. Diciamo che è di gran moda. Molti illustratori italiani stanno facendo sfacelo in Italia e all’estero di pubblicazioni e premi giustamente meritati. Ce ne sono sempre di più. E sempre più con uno stile personale e molto professionale. È una cosa che mi fa immenso piacere vedere.

C: Negli ultimi anni ho scoperto alcuni illustratori molto bravi,io sono molto difficile e critico,quindi per me vale il “pochi ma molto buoni”.

10) Ci segnalate qualche artista che secondo voi merita di essere conosciuto e “seguito”?

S: Enrico Pantani e Francesca Bazzurro perché sono un po’ nostri compagni di viaggio. Poi personalmente seguo assiduamente Dario Panzeri, mi piace moltissimo Nadya Zaharova, un certo Johdi Zutt che si fa chiamare OHMZUTT. Uno dei miei preferiti al momento in assoluto.

C: Da seguire con attenzione il collettivo Progetto Stigma e la Casa Editrice Grrrz Comic <Art Books

Ora una tripletta di domande che vi sembrerà sciocca o futile, ma che, realmente, ci darà un’occasione conoscitiva forse più profonda, poiché a bruciapelo, ma prima segnaliamo le pagine dove seguirvi:

Sergio instagram Cristiano Instagram

  • Una parola che usi frequentemente .

S: un classico, cazzo…

C: DIOCANEPORCO (con una breve pausa e poi si riprende sempre più forte )

  • Il poster che avevi nella tua stanza da ragazzino.

S: Penso che i primi che ricordo di aver messo fossero i Metallica. E un piccolo poster con la locandina di Twin Peaks. Ma non sono mai stato un grande fan del poster appeso. Farli mi piace. /

C: L Esorcista ,Shining,Arancia Meccanica,e la foto di David Lynch

  • Il film che vedresti anche sul letto di morte.

S.uno che mi faccia ridere molto. Un classico Verdone, che noia eh? Se è periodo di Natale, Una poltrona per 2./

C: dalla nascita sono un fiero Sadico 10.10.77 e vorrei vedere il film sulla morte di tutti quelli che mi stanno sul Cazzo.(possibilmente in loop)questo fatto potrebbe tenermi in vita per altri anni o per l’immortalità.

 

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