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Oltre Collage, ovvero di paradossi umani e assemblamenti cartacei

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Ossimori antropici, connotazioni estetiche dell’estremo visivo, combinazioni concettuali eppure eloquenti, un lessico intramontabile che rende tutto possibile, una narrazione senza confini quella del collage artistico.

Ritagliarsi uno spazio e non smettere mai di ampliarlo, di connetterlo, di includerlo e di stratificarlo con l’altrui scambio ed esperienza, con l’obiettivo di restituire, attraverso un continuum, autorevolezza e voce al collage artistico nel panorama odierno dell’arte visiva.

L’epoca del ritaglio di immagini, della composizione cartacea artistica e con forte vocazione alla sperimentazione dei linguaggi visivi, che creasse una rottura con lo schematismo espressivo di tanta arte manierata e che al tempo stesso diventasse un connettore importante, non è mai stata tanto viva come adesso.

Da fanzinara per eccellenza, non potevo che navigare la questione e andare a conoscere una realtà interessante e in espansione, che, meraviglia delle meraviglie, crea e produce del cartaceo.

Oltre Collage è il nome di un gruppo di artisti, operativi tra Milano,Vicenza, Firenze e Napoli,  ma con collaborazioni che non conoscono confini geografici e di localizzazione. Il web me li ha fatti scoprire e tra le mani stringo una copia delle loro 200.

Sono voluta entrare in contatto con loro, chiedendo un’intervista e uno scambio colloquiale che si è svolto al telefono con la più assoluta e totale disponibilità del mio interlocutore Franz Samsa, che ha avuto la generosità di dedicarmi più di un’ora a raccontarmi il progetto e a rispondere alle mie domande.

Un approfondimento desideratissimo da parte nostra, perché nel panorama odierno, c’era bisogno di loro!

collage by franz__samsa (courtesy Oltre Collage)
  • L’idea di un collettivo artistico che si dedichi al collage, al ritaglio di immagini nell’era in cui sembra sparire definitivamente il confine tra materia e mondo virtuale, mi entusiasma parecchio. Come nasce Oltre Collage?

Nasce circa tre anni fa l’iniziativa di unire, attraverso un network, chi si occupava di collage analogico. In Italia, questo tipo di attenzione era ferma e da un po’ di tempo assopita. L’intenzione quindi, era quella di unire le forze, riportare alla luce la forma d’arte del collage e farlo rinascere. Operazione che per metà si può dire riuscita, poiché all’inizio c’era un gruppo di circa 35 elementi dalla provenienza “mista”. Molti di questi facevano sì, collage ma in maniera amatoriale, non artistica, dunque mancava un’identità che creasse un gruppo organico e coerente, con linee guida comuni, che desse autorevolezza al collage come forma d’arte e non come semplice hobby o passatempo.

Successivamente io come Franz__SamsaZeno Peduzzi sbafetti, emidioishere cranico_ franzmurtas jonathantegelaars, abbiamo creato quello che poi è il nucleo attuale.

Così abbiamo dato una direzione realmente più artistica che entrasse in contatto con gallerie, che si occupasse di organizzare workshop, che elaborasse la rivista, per far crescere il progetto.

Molti artisti non hanno a che fare solo con il mondo del collage, ma con il design e l’arte visiva, attraverso il collage, dunque, fluiscono altre forme d’arte.

  • Quanti siete a costituire il collettivo? Siete tutti insieme a coordinarvi poi, come redazione che organizza la pubblicazione?

Siamo 4/5 membri che coordinano il progetto della rivista.

Touch me i’m sick, collage by franzmurtas (courtesy Oltre Collage)
  • Come siete arrivati all’idea di creare un prodotto finito e cartaceo, soprattutto?

Il progetto di un “cartaceo” era già alla base dell’idea quando è nata. Diciamo che tutto ruota intorno al concetto di “carta” e a tutti gli sviluppi che offre e che da essa, trasversalmente, possono derivare o congiungersi.

Riteniamo che tutto ciò che è accostato alla carta ha una possibilità di rinascita, di rilettura, di rimaneggiamento profondamente connesso con input creativi ed artistici.

  • La creazione visiva contemporanea, anche solo navigando tra le piattaforme social più utilizzate, è completamente in debito d’eredità verso il collage come forma d’arte. Quale secondo voi può essere, oggi, l’utilità dei social per le composizioni visive cartacee, quindi del collage?

Il collage può essere tutto e niente, l’accostamento di due immagini è già Collage. A proposito di social che hai appena citato, Instagram, si può dire sia uno dei più utilizzati da noi. Avvicinare le persone per far conoscere il progetto e la realtà viva del collage artistico, ci è stato possibile grazie ad internet. E’ impossibile ed impensabile oggi che si crei un movimento senza confronto con la rete.

Fa riflettere certamente che si crei collage su carta per poi acquisirlo mandandolo in digitale.

Fino ad un anno e mezzo fa il tentativo da parte mia (Franz_Samsa) di avvicinare le persone cercando un’interazione materica, non ancora del tutto affidata alla rete, esisteva per tramite di “lasciti” artistici che facevo in giro per la città di Milano, appoggiando su muri o su finestre, opere, non in forma anonima, ma con bigliettini da visita inseriti negli angoli.

Ad un certo punto però, un movimento ha bisogno di forme meno underground e più concrete per dar voce alla propria espressione e alla propria esistenza.

I risultati sono difatti giunti e la risonanza è aumentata. Oltre Collage è un collettivo di artisti italiani che nello scorso dicembre 2017 è apparso in un articolo di una rivista newyorkese, come 3° collettivo di rilievo mondiale.

collage by jonathan tegelaars (courtesy Oltre Collage)
  • Il tema che avete scelto per la vostra uscita numero uno è “Human Paradox”. Non è in fondo esso stesso, il paradosso intendo, il senso del ritagliare segmenti di carta estrapolati da altri contesti e connetterli in nuovi, sempre differenti letture? Come mai questo titolo?

Si, Paradox è il senso stesso del collage, Human perché la figura umana accostata alla carta diventa un prodotto visivo quasi surreale, e in fondo l’essere umano e l’indagine intorno ad esso sono un ulteriore paradosso. Il titolo che diventa poi il tema del primo numero della rivista, nasce da un brainstorming mio e di Jonathan mentre eravamo a Firenze, da una ricerca che nasceva sui volti, ma che non poteva esaurirsi soltanto su essi, Dunque, ampliando il campo di ricerca abbiamo preso in considerazione l’umano per trasformarlo in un paradosso di carta. Tale paradosso è diventato poi il filo narrativo della prima uscita della rivista.

  • L’dea di una produzione cartacea è stata la scintilla che mi ha fatto immediatamente avvicinare a voi, al vostro progetto connotato da un’originalità squisita, perché spicca per attitudine pura. La dicitura fanzine ha completato l’opera, dato il mio fanatismo per uscite cartacee in questo virulento mondo eccessivamente solo digitale e virtuale. Da “ letture” a consumo a, finalmente, ritorni di fiamma per la carta. Oltre collage reca come sottotitolo Paper Collage Fanzine: una dichiarazione d’intenti e di amore, un impegno anche di tipo divulgativo che porta, quindi anche a veri e propri workshop da voi organizzati?

Sì, ci piace il contatto con le persone e siamo aperti a chiunque voglia imparare questa forma artistica o voglia condividerla, se già è attivo. Dunque organizziamo workshop e laboratori che ci danno anche la possibilità di autofinanziare il nostro progetto, ma soprattutto di diffondere capillarmente il collage come forma d’arte di scambio e partecipazione.

Questo tipo di movimenti e di attività artistiche non sono mai passive, si riceve sempre dalle persone e i feedback che provengono dai partecipanti ai nostri laboratori sono fondamentali e diversificati, possono venire da un bambino, da un designer, da adulti curiosi di questa forma d’arte, da artisti di collage che si sentono soli e non sanno che esiste un movimento.  Non solo a Milano, ma anche nelle boutique di Fabriano presso, Roma, Firenze, dove teniamo i nostri laboratori.

Sono momenti di adesione importante, perché è capitato anche a noi di avere la stessa sensazione, di essere soli a vivere una realtà artistica che sembrava non avere interlocutori. Invece questo filo conduttore fa da trait d’union.

collage by cranico (courtesy Oltre Collage)
  • Il prodotto visivo che siete riusciti a creare è una carrellata a forte impatto visivo, a totale vocazione artistica, libera e svincolata da diktat puramente formali o estetici. Mi è arrivata in maniera diretta la sensazione precisa, di star sfogliando una trama ampia, un tessuto connettivo che slaccia il confine spaziotemporale, pur navigando nel presente.  La tiratura limitata a 200 copie è in dialogo con tutto ciò, cioè una scelta o una necessità?

Abbiamo scelto la tiratura limitata alle 200 copie a causa di una non facilissima riproducibilità dei singoli pezzi d’arte. Il pezzo è unico e solo, come per la pittura, non c’è serialità. Lavoriamo in maniera artistica, non artigianale. Fare collage è una cosa seria e profondamente radicata nell’arte dietro la quale c’è uno studio, mai un’approssimazione.

  • La open call che avete lanciato per creare la fanzine, ha avuto risposte eterogenee e provenienti da svariate parte dell’ecumene. La varietà, a quanto pare, e l’eterogeneità rimangono uno dei connotati profondi dell’arte del collage?

Si, difatti ci sono giunti oltre 300 lavori provenienti da tutto il mondo e arrivare a sceglierne 20 è stata molto dura. C’erano lavori davvero molto validi ed interessanti e una prima selezione ha visto una scrematura che ha portato a 70 da 300, ma quando si vuole fare un lavoro di qualità non si può prescindere da una selezione estrema. La scelta di essere professionali è importante, conferisce un senso profondo, pur piacendoci molto il contatto con le persone e interessandoci lo scambio, e per tali cose difatti abbiamo organizzato da sempre i nostri workshop e laboratori.

collage by emanuelesartori_artist (courtesy Oltre Collage)
  • Avete presentato la vostra uscita presso librerie, eventi, festival di editoria indipendente?

Si abbiamo presentato Human paradox , qui a Milano proprio di recente, a fine Gennaio 2018, presso la libreria  Verso Libri che ha avuto l’esclusiva della presentazione. All’interno del suo spazio è stata anche allestita una mostra introduttiva con i nostri lavori inediti.

collage by sbafetti Zeno Peduzzi (courtesy Oltre Collage)

Ora la tripletta, ossia una triade di domande apparentemente banali e senza senso, ma che potrebbero svelare un’aneddotica attitudinale interessante ai fini della nostra conoscenza:

  • Una parola che usi spesso :

Sicuramente una parolaccia;

  • Scegli uno dei cinque sensi più rappresentativo per te:

Il gusto;

  • Cosa hai in tasca adesso:

Niente perché ho appena provato dei pantaloni nuovi.

 

Oltre Collage è un prgetto interamente autoprodotto e autofinanziato.  Acquistare una copia della loro fanzine non implica soltanto sostenerlo, ma soprattutto avere contatto materiale con un prodotto artistico di altissima qualità

untitled panorama by emidioishere (courtesy Oltre Collage)